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Isola, che fu sempre conosciuta come cittadina di pescatori, è ricca di beni culturali che appartengono alla sua storia lunga e turbolenta. Le condizioni di vita favorevoli nel suo territorio hanno fatto sì che essa fosse popolata già nell’età del bronzo e del ferro. La città ha perso la sua forma di isola all’inizio del secolo precedente quando nelle ex saline cominciarono a formarsi sempre più paludi, gradualmente riempite dall’uomo, il che ha definitivamente cancellato la sua immagine caratteristica di un’isola. Nonostante ciò, la città è riuscita a mantenere la sua progettazione medievale con la chiesa in cima alla città, le viuzze intrecciate del suo centro storico, le case alte, strette l’una all’altra, e il suo porto interno, protetto dalle onde del mare. Il centro storico della città include ancora oggi numerose attrazioni storico-culturali.

 


La Leggenda Della Colomba Bianca

Nel 1380 i genovesi giunsero nel porto di Isola con la ferma convinzione di poter prendere il dominio del commercio marittimo nell’Adriatico. Fu a quel punto che il patrono della città, San Mauro, inviò sul mare una colomba bianca che sorvolò le navi genovesi, mentre il patrono fece calare sulla città una fitta nebbia, così la città fu nascosta alla vista degli assalitori. A quel punto la colomba bianca, che portò in bocca un ramoscello d’ulivo, fu seguita dai genovesi, convinti che l’animale potesse portarli verso la città, invece la colomba li portò in mare aperto e tornò sulla chiesa dove lasciò cadere il ramoscello d’ulivo, simbolo di pace e tranquillità.

Il stemma della città simboleggia questa colomba bianca che viene ricordata dai suoi abitanti ogni anno a fine ottobre. La festa cittadina viene accompagnata da eventi sportivi e culturali.

I Resti Della Villa Romana Nella Baia Di San Simone

Dopo la fondazione della colonia romana di Aquileia nel 181 a.C., gran parte dell’Istria passò sotto dominio romano. La romanizzazione si riflette soprattutto nell’insediamento intensivo delle zone costiere, nonché dell’entroterra. Una testimonianza di tale insediamento si trova a San Simone. Si tratta di una villa romana con rispettivo porto. I resti della lussuosa villa, del fabbricato annesso, nonché del porto più grande appartenente a quel periodo, furono scoperti sopra un territorio grande quattro ettari che insieme rappresentano una tra le più grandi proprietà in questa parte dell’Istria.

Il Parco archeologico di San Simone rappresenta un monumento culturale di importanza nazionale, dove è possibile visitare le mura restaurate dell’edificio residenziale che furono scoperte durante gli scavi nel XX secolo. Nella parte settentrionale si trova una parte del mosaico pavimentale ristrutturato appartenente alla zona residenziale, mentre a sud il corridoio che collega la villa con il suo porto. Nell’area retrostante sono stati trovati anche dei tratti della conduttura idrica che l’approvvigionava d’acqua.

È possibile visitare il sito con guida in lingua slovena, italiana, inglese e tedesca. Ulteriori informazioni.

La Storia Della Pesca, Del Modellismo E Dell’Industria Della Conservazione Del Pesce

Nella casa del mare – Izolana vi sono fotografie documentarie che presentano la storia di Isola, nonché il suo carattere marino e marittimo, in particolar modo la storia della pesca che rappresentò la sua principale attività economica. Fino alla metà del XX secolo la pesca veniva effettuata su barche in legno che furono costruite e riparate nei cantieri e nei squeri locali.
Con i vari modellini di pescherecci, delle barche a vela e di altre imbarcazioni tradizionali d’epoca, si vuole conservare il ricordo di una delle caratteristiche che accomuna tutte e tre le città del nostro Litorale: Isola, Capodistria e Pirano. I modellini sono stati costruiti da vari modellisti artigiani, tra i quali anche l’Isolano Marcel Blažina, creatore di numerosi capolavori.

In inverno, La casa del mare – Izolana, è aperta soltanto nei fine settimana, mentre in estate tutti i giorni.

Rex – La Nave Affondata Davanti A Isola

Sul fondo del mare di fianco alla strada che fino a pochissimo tempo fa collegava le città di Isola e Capodistria, durante la seconda guerra mondiale affondò l’allora più grande e più veloce nave transatlantica italiana – la leggendaria Rex. Fu alta ben 40 metri, e nei suoi 12 piani riusciva a trasportare fino a 2032 passeggeri.

Durante la guerra ebbe il compito di trasportare le truppe di soldati provenienti dai campi di battaglia nordafricani in ritorno in Italia. L’8 settembre 1944, mentre cercò di nascondersi tra Isola e Capodistria da un potenziale bombardamento, fu avvistata dagli aerei alleati. A causa delle sue dimensioni non poté che arrenarsi a 200 metri dalla costa, dove diventò un facile obiettivo per gli aerei alleati che subito aprirono il fuoco. La nave bruciò per quattro giorni, dopodiché affondò.

Finita la guerra, la gente del posto raccolse tutto ciò che aveva valore, mentre le autorità statali decisero di demolirla e di fondere l’acciaio.

Palazzo Besenghi Degli Ughi

Il palazzo a tre piani Besenghi degli Ughi figura tra i monumenti meglio conservati del tardo barocco in Slovenia e viene considerato uno degli edifici più belli del Litorale. Considerando le circostanze che caratterizzavano l’epoca della sua costruzione, si può affermare che sia stato costruito relativamente in poco tempo: dal 1775 al 1781. La famiglia istriana Besenghi, distinta e benestante, fece costruire i suoi palazzi all’architetto milanese Filippo Dongetti, uno degli architetti più importanti di quel tempo. All’angolo dell’edificio vi è un leone di pietra del XIII secolo, che fu trovato sotto la vestigia dell’edificio che si trovava sul sito del palazzo. La famiglia Besenghi disponeva anche di una ricca biblioteca della quale sono stati conservati fino ad oggi circa 3000 libri e manoscritti appartenenti al XVI e XVII secolo.

Oggi al palazzo Besenghi degli Ughi ha sede la scuola di musica ma esso viene usato anche per cerimonie nuziali.

La Statua Del Leone In Petra Del 1212 E L’Ex Palazzo Municipale

L’ex palazzo municipale fu costruito in stile gotico nel 1325. La sua attuale facciata barocca risale al VII secolo. Gli edifici interni del palazzo hanno subito numerosi interventi in vari stili successivi. Sulla facciata dimora una statua di leone in pietra che fissa il mandracchio – il vecchio porto isolano.

Palazzo Manzioli E Palazzo Lovisato

Uno degli edifici più antichi di Isola è la casa di Manzioli, situata sull’omonima Piazza Manzioli. Fu costruita nel 1470 e rappresenta un tipico esempio di casa borghese in stile gotico-veneziano. Prende il nome da Tommaso Manzioli, all’epoca sindaco di Isola che partecipò anche nella costruzione del mandracchio della cittadino. Accostato al Palazzo Manzioli c’è lo storico palazzo Lovisato, noto soprattutto in quanto casa natale di Domenico Lovisato, scienziato e patriota isolano.

Nel 2003 fu portato a termine il lavoro di restauro in tecnica moderna di entrambi i palazzi. Sono tutt’oggi visibili i resti della villa romana originale che in passato si ergeva al loro posto. I vani restaurati rappresentano l’attuale sede istituzionale della Comunità Italiana di Isola e del Manzioli Wine Bar, nonché vani d’esposizione per numerose mostre artistiche. Al pianoterra del Palazzo Manzioni si trova anche il Manzioli Wine Bar.

Chiesa Di S. Maria D’ Alieto

La chiesa di S. Maria d’ Alieto in Piazza Manzioli è la chiesa più antica della città ed è dedicata all’Assunzione. Le sue caratteristiche architettoniche tipiche dell’epoca romana, suggeriscono di datare la sua costruzione alla seconda metà del XI secolo. Nel suo interno si trovano tre altari, un coro in legno e un organo del maestro Petar Nakič, uno dei più grandi organari veneti. La peculiarità della chiesa risiede nella sua pianta ottagonale con soffitto arcuato a forma di croce, che la contraddistinguono da tutte le altre.

La Chiesa Di San Mauro E Il Campanile

La chiesa di San Mauro è la chiesa più visibile di Isola, poiché è situata sul punto più alto della città, e con ciò dona alla città una silhouette inconfondibile. Originariamente, nel 1356, su questo sito fu costruita una chiesa di dimensioni minori. La chiesa che conosciamo oggi fu edificata nel 1547, anche se durante i secoli il suo aspetto subì vari cambiamenti.
Gli ultimi lavori si svolsero all’inizio del XX secolo, conservando però la sua originale composizione rinascimentale, ridisegnata successivamente in stile barocco, nonché altri elementi storici. Tutti i lavori di restauro sono stati eseguiti tra gli anni 1980 – 1982. L’interno della chiesa in stile barocco vanta di dieci altari, un organo di Gaetano Callido del 1796 e varie pitture maestose, di cui le più antiche risalenti al XV secolo.

Il campanile in stile gotico accanto alla chiesa è alto trenta metri e fu costruito con pietra istriana nel 1585. Si arriva in cima alla torre salendo per 99 gradini, previo permesso dei suoi responsabili. In estate vi sono visite guidate della chiesa anche in lingue straniere.

Gallerie E Atelier

L’autenticità di questa piccola città mediterranea si rispecchia anche nella sua immagine artistica. Il suo centro storico è pieno di gallerie e atelier, pieni di opere d’arte che possono fungere anche da souvenir che vi ricorderanno del vostro passaggio a Isola. Passeggiando per le vie della città si possono incontrare artisti impegnati nella creazione di nuove opere d’arte, sia dentro che fuori ai propri atelier. Si tratta di un’esperienza alquanto interessante che sicuramente aggiunge valore ai prodotti acquistati. Fate un giro in via Lubiana e via Capodistria e scoprite le creazioni degli artisti locali.

Capodistria

Le facciate degli edifici ed i loro interni rivelano la storia millenaria di Capodistria, Iustinopoli, Capris, Repubblica di Venezia, nonché il fiorire del periodo gotico e rinascimentale. Le sue vie intrecciate salgono verso la piazza principale dove si erge una delle più grandi cattedrali della Slovenia. Una serie di eventi culturali arricchiscono le vie e le piazze della città, soprattutto in estate.

Nella piazza principale di Capodistria potete visitare uno tra i suoi più rinomati palazzi – il palazzo Pretorio, dove ha oggi sede il palazzo comunale. L’altezza della torre civica, oggi campanile, offre un panorama mozzafiato sull’intera baia. Nel XV e XVI secolo furono eretti la Foresteria e l’Armeria, oggi sedi dell’Università del Litorale. Al pianoterra della Loggia, realizzata nel XV secolo, si trova la caffetteria storica della città, che offre una splendida vista su tutta la piazza. La cattedrale, consacrata all’Assunzione della Vergine Maria, custodisce innumerevoli ricchezze.

Sito web.

Pirano

Pirano è una meravigliosa città della costa slovena che deve gran parte della sua bellezza al sale. Seguendo tuttora procedure antichissime, presso le Saline di Sicciole viene così creato un pregiato fior di sale. Ed è proprio la superbia di questo prodotto ad esser stata la fonte della prosperità di questa piccola, ma pittoresca città, caratterizzata dalle sue mura, dalla sua chiesa in cima alla città che offre un panorama spettacolare e dai suoi numerosi siti d’interesse culturale.

Si tratta di un’antica città portuale, che ha conservato fino ad oggi i resti della cinta muraria risalente al Medioevo ed è interamente protetta come monumento storico-culturale. Le sue viuzze con case strette l’una all’altra che scendono dall’altura nei pressi della chiesa per snodarsi poi nella piazza centrale che si trova a pochi passi dal mare, sottolineano il suo carattere mediterraneo. Questa città cosmopolita, che si è sviluppata sotto l’influenza della vicina Venezia, rappresenta una delle città più autentiche e fotogeniche della costa adriatica. Oltre all’architettura, al Museo del mare, all’Acquario e alle altre attrazioni, la città si presenta invitante per i vari eventi che ospita, per la sua offerta culinaria, come anche per le sue specificità ambientali.

Le Saline Di Pirano, Sicciole E Strugnano

Le saline di Pirano, fondate nel 804, comprendevano le saline dell’odierna zona della Marina di Lucia, le saline di Strugnano di dimensioni inferiori, nonché le saline più grandi di Sicciole. L’area appartenente ad entrambe le saline conservate fino ad oggi sono incluse nel Parco Naturale. Nel Parco Naturale di Strugnano si trova l’altissima falesia che regala una spettacolare vista sul mare, mentre nelle Saline di Sicciole si può scoprire il metodo tradizionale della raccolta del sale, sia tramite visite guidate, che visitando il Museo delle Saline.

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